Mauro Corona

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«Sono nato a Pinè in un carretto, durante uno dei peregrinaggi di mia madre Thia (Lucia – ndc). Gli ertani partivano da Erto a piedi, con carretti pieni di mestoli e utensili di legno che vendevano lungo il viaggio». Nasce così, nel 1950, i genitori venditori ambulanti e torneranno a Erto, paese d’origine, quando avrà sei anni, in piena Valle del Vajont. Dal nonno apprende l’arte di intagliare il legno, dal padre l’amore per la montagna e per l’alpinismo. La sua passione per le letture, la eredita dalla madre, la quale, abbandonata la famiglia, lascia in casa una collezione di libri, da Tolstoj a Cervantes. Il 9 ottobre del 1963 la diga del Vajont crolla e la cittadina di Erto, come molte altre, scompare letteralmente. Il giovane Mauro, scampato alla valanga, trova lavoro nella cava di marmo del monte Buscada, vende le sue opere di legno, organizza la sua prima mostra (1975). Nel Friuli, ogni andito di montagna, porta la sua firma. Si avventura come scalatore anche in Europa, in Groenlandia, in California sulle pareti della Yosemite Valley. 300 i nuovi itinerari di roccia da lui aperti sulle Dolomiti d’Oltre-Piave. Nel 1997 il primo libro, Il volo della martora (Mondadori). Ne seguono molti altri, fra racconti e romanzi: Le voci del bosco, Gocce di resina, La montagna, La fine del mondo storto, Nel buio. Di settembre 2019 Il passo del vento. Sillabario alpino, scritto con Matteo Righetto.. L’uomo, la natura, le radici, i temi della sua opera letteraria. E’ ospite fisso nella trasmissione condotta da Bianca Berlinguer Cartabianca.