Nicolai Lilin

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Il Novecento è stato segnato da esperimenti sociali senza precedenti, soprattutto dalle Grandi Guerre e dalle turbolenze di ogni genere che hanno lasciato una lunga scia dell'orrore e allo stesso tempo della bellezza nella Storia collettiva. Si è trattato del periodo che può essere paragonato alla crisi adolescenziale dell'umanità. Diventeremo mai maturi, oppure ci estingueremo intellettualmente vergini e spiritualmente sterili?

Scrittore russo, di origine siberiana, nato a Bender, in Transnistria (oggi Repubblica Moldava, all’epoca facente parte dell’Unione Sovietica). Lilin è il suo pseudonimo in omaggio alla madre, Lilia. Il suo vero nome è Nicolai Verjbitkii. Nel 2004 si trasferisce in Italia, a Milano dal 2010. Nel 2009 per Einaudi Educazione Siberiana, il romanzo d’esordio, scritto in italiano, è un caso editoriale, elogiato da Roberto Saviano, tradotto in 32 lingue, venduto in 56 paesi nel mondo. Il regista Gabriele Salvatores ne fa un film (2013) con John Malkovich. Nel 2010 esce Caduta libera che vince svariati premi. Nel 2011 chiude la trilogia di storie di vita vissuta con Il respiro del buio (Einaudi). Tra gli altri suoi libri: Storie sulla pelle, Il Serpente di Dio, Le Favole Fuorilegge, Il Marchio ribelle. Collabora con La Repubblica, L’Espresso, il Corriere della Sera, Rolling Stone. Ha condotto programmi televisivi, come “La versione di Lilin” (TGCOM24), “Le regole del gioco” (D-Max). Dal 2012 tiene un corso di scrittura creativa a Milano allo IED. Del 2013 il progetto di studio della simbologia nei tatuaggi, chiamato Marchiaturificio. Progetta coltelli. Alcuni suoi lavori sono in mostra al Museo M9 fino al 17 novembre nell’esposizione “Tattoo. Storie sulla Pelle”.