Pupi Avati

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Nato a Bologna nel 1938, dopo un tentativo di intraprendere la carriera di clarinettista jazz, s’innamora della Settima Arte, guardando 8½ di Fellini. Dopo i primi film, Balsamus, l’uomo di Satana, e Thomas e gli Indemoniati, con Pasolini, con Bava, la sua carriera come regista, cinquantennale, lo condurrà a dirigere una quarantina di film, alcuni entrati nella storia del cinema italiano: dal thriller-horror Zeder a La casa dalle finestre che ridono, a Una gita scolastica con cui vince il Nastro d’Argento come miglior regista e per il miglior soggetto originale. Seguono Festa di laurea, Regalo di Natale, Storie di ragazzi e ragazze (David di Donatello per la sceneggiatura e Nastro d’Argento come miglior regista) Nelle sue opere il grande maestro del cinema italiano volge spesso lo sguardo al passato per comprendere gli eventi e gli sviluppi dei rapporti umani, soprattutto all’interno dei nuclei familiari. Ama scandagliare i dubbi, i valori, le futilità, i limiti, i piccoli sentimenti, le incertezze, le paure e le ambizioni umane. Ha scritto due autobiografie. Ama molto leggere ed il suo scrittore preferito è William Faulkner.