Vito Mancuso

Teologo, accademico
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La Vita è la grande Dea, e la paura è la sua prima messaggera. E il messaggio della paura è chiaro: dobbiamo cambiare

La paura è l’emozione che più di altre sta segnando in profondità questi giorni: ci toglie il respiro, ci costringe sulla difensiva e al contempo ci rende istintivamente più aggressivi. Ma avere paura, ci ricorda Vito Mancuso, non è sempre un’esperienza totalmente negativa, e nelle situazioni estreme sa far emergere con più chiarezza la verità su noi stessi: è solo infatti quando realizziamo di essere incatenati che possiamo intraprendere il percorso verso l’autentica libertà. Riscoprendo la secolare saggezza che accomuna la grande spiritualità orientale, la filosofia classica e gli insegnamenti della tradizione cristiana, è il contatto con il pericolo che può farci comprendere chi siamo. Un percorso di consapevolezza in cui Mancuso ci saprà condurre, anche attraverso la sua ultima pubblicazione Il coraggio e la paura (Garzanti), perché il coraggio è l’antidoto della paura, ed è con il coraggio che riusciremo a essere migliori. Saggista e teologo, il suo pensiero è oggetto di discussioni per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, in campo etico e in campo dogmatico. È stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e di Storia delle dottrine Teologiche presso l’Università degli Studi di Padova. I suoi scritti suscitano notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare L’anima e il suo destinoIo e Dio. Una guida dei perplessiIl principio passione. La forza che ci spinge ad amare, e Dio e il suo Destino, quattro bestseller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e un importante rassegna stampa, radiofonica e televisiva. Nel libro Il coraggio di essere liberi (Garzanti) indaga il tema della libertà per costruire un rapporto autentico con se stessi e con gli altri: «Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?». Ha collaborato con La Repubblica e dal 2019 scrive per Il Foglio.